CRITICISM
Claudia Zaccagnini
dal catalogo della mostra “Forme nello spazio, Scultura contemporanea in progress”

La ricerca estetica di Fabio Masotti si focalizza sulla relazione tra i termini uomo, sentimento e società. Egli esprime, utilizzando l’iconografia del cuore, di per sé elemento vitale e spirito, una filosofia dell’esistenza. E’ un invito a riconsiderare la necessità di rigenerare la dignità umana con il valore dell’Amore, inteso come autentico e fondamentale sentimento verso l’altro. Le sue sculture, assemblaggi di frammenti dai dolci o sghembi profili, sono simbolo e metafora al tempo stesso. L’artista lavora con sapiente perizia il legno, conferendogli un aspetto metallico. Ma quell’apparentemente inviolabile armatura, costruita con nitore, si apre al mondo sperimentando le infinite possibilità compositive dell’unione delle molteplici ed eterogenee molecole pulsanti. Ricomporre il cuore, con tutto il suo profondo significato, restituire al suo tessuto la memoria di una purezza perduta, di una bellezza che viene dallo spettacolo della Natura, dalla solidarietà, dalla generosità, è il compito che l’artista, sensibile codificatore, ma anche essere vivente del pianeta Terra, deve perseguire.

Mariano Apa
dal catalogo della mostra “Geografia del pellegrinaggio”

Avendo perso il centro non abbiamo il cuore. Ristabilire il centro è riprenderci il cuore. Quando il corpo era un tempio, il cuore era il centro del tempio: “Il Tabernacolo della santità di Jehovah, la residenza della Shékinah è il Santo dei Santi che è il cuore del Tempio”. E da Francesco di Giorgio Martini a Leonardo, il corpo dell’uomo è misura della realtà, è tempio/cosmo.
Il cuore è il “ centro”, è il leone, è il Sole, è il Re. Le analogie si moltiplicano nella unica affermazione che ci si muove per viaggio di iniziazione, per pellegrinaggio verso il Tempio, il Santuario e, viaggiando, si scopre quanto del Tempio dove si sta andando, è già dentro di noi stessi, siamo anzi noi medesimi, e quanto il luogo “santo” è il luogo dove pulsa e batte e vive, il cuore.

read more
Mariano Apa
The geography of the pilgrimage - text in catalogue
When we lose the centre we have no heart. By re-establishing the centre we take back the heart. When the body was a temple, the heart was the centre of that temple: “The Tabernacle of the holiness of Jehovah, the residence of the Shekinah and the Holy of Holies which is the heart of the temple”. From Francesco di Giorgio Mrtini to Leonardo, man’s body has been the measure of reality, the temple/cosmos.
The heart is the “centre”, the lion, the sun and King: The analogies multiply in the light of the affermation that one moves through a passage of initiation, a pilgrimage towards the temple and sanctuary, and along this journey one discovers just how much of that Temple we are heading towards is already inside us, we are the Temple, and the “Holy” place is the place where this heart of ours pulses, beats and lives.
read more
Rosa Orsini
Articolo pubblicato sul n. 4 - anno 2016 - della rivista d’arte contemporanea “Artisti in Campo”

Un progetto artistico che nasce oltre 20 anni fa e che trae forza dall’estro dell’artista romano, frutto dello studio e dell’elaborazione della forma tradotta da un’icona assoluta della pop art: il “cuore”.

Un simbolo intorno al quale Fabio Masotti riconduce la sua produzione artistica, dove la sagoma rappresenta sia l’elemento figurativo, sia la forma stessa dell’opera.

I lavori di Masotti, a metà strada tra quadri e sculture, pervengono a noi come sintesi di un concetto sviscerato e sviluppato all’infinito, dove la ricerca di materiali e sovrastrutture, di legni e metalli, conduce verso un sentiero inesplorato di combinazioni materiche, di volumi e profondità. Accurate composizioni dove il colore si fa forma dell’opera e ogni materiale assume la propria valenza espressiva.

Sono opere materiche che inizia a realizzare intorno agli anni ’90, quando abbandona la pittura metafisica e surrealista per rispondere all’esigenza di dare forma alle sue idee, cercando altri mezzi espressivi.

L’intento principale è quello di stabilire un contatto diretto con lo spettatore.

L’esperienza tattile con le sue opere, infatti, permette di umanizzarle, e la scelta di una forma-simbolo come il “cuore” crea un rapporto di dialogo diretto con l’artista e con quello che vuole rappresentare. L’immagine simbolo della pop art, universalmente nota e riconosciuta, comprensibile a tutti, è il mezzo attraverso il quale Masotti veicola il suo messaggio, ciò che sente di dover rappresentare, che fa parte di un’indagine conoscitiva verso il mondo interiore e l’essenza dell’uomo. La parte più intima e spirituale, ma anche la sua forza e la sua vulnerabilità. Forse per questo le sue ultime opere, dove il legno zincato conferisce un aspetto ferroso seppur artificioso all’insieme composito, rimandano alla mente gli scudi medievali, o il meccanismo di una cassaforte impenetrabile.

I suoi lavori partono non più da un disegno ma da un’intuizione, molto spesso di carattere concettuale. Inducono a letture interpretative che vanno oltre la semplice sagoma ritagliata sul supporto: sono storie che si raccontano e trovano un senso compiuto tra le righe, le trame e gli ingranaggi, l’inserimento di catene e corde che rappresentano i legami, o i ritagli intrecciati di mappe stradali che indicano i pellegrinaggi del cuore e dell’anima. Il soggetto diventa una grafia, un misterioso pittogramma.

Dalle opere volumetriche di grande formato ecco che Masotti riduce le dimensioni fino a farle diventare un gioiello, piccole opere d’arte da indossare che diventano accessorio moda. E’ normale per Masotti esprimersi in più linguaggi, perché gli è congeniale, è un artista che ama la manualità e la creatività oltre i limiti della forma. Grande cultore e collezionista di arredi del primo ‘900, anni in cui l’arte decorativa toccava l’apice dell’estetica nella forma del liberty e dell’art decò, Masotti ha saputo riportare nel suo lavoro di art-designer l’espressione artistica della decorazione intesa come gusto colto del bello. Nel corso degli anni ha concepito una forma nuova nella composizione del mobile d’arredo, contemporaneo e raffinato, pulito di ogni sovrastruttura e curato in ogni dettaglio. Un connubio di estetica e funzione che trova un punto di equilibrio nel suo personalissimo stile che conferisce alle sue creazioni un fascino di antica memoria.

I suoi mobili e complementi d’arredo sono oggetti curati, pensati e costruiti da mani sapienti, che si nutrono anche di quell’esperienza estetica del ‘900 che, come dichiara Masotti, ha sicuramente influenzato la sua formazione di art-designer, ma che poi ha superato pervenendo ad una sua personale e contemporanea sintesi espressiva.

Nell’ottica di un progetto che vede Masotti impegnato nel rendere la sua arte più diffusa ed accessibile, oltre le opere uniche, nascono nuove opere a tiratura limitata, realizzate con le più moderne tecnologie, che apriranno nuovi mercati ed attireranno nuovi, e magari più giovani, collezionisti.

A cuore aperto
Enzo Battarra
Dal catalogo della mostra “Lì dove giunge il cuore”

Lì dove giunge il cuore, proprio lì non ci sono più affanni, né dubbi, né certezze. Se il cuore è già arrivato non si consumano più i riti funerari del sacrificio carnale.

E non c’è amore, neanche lì dove giunge il cuore. C’è però solidarietà, pietas a volte un desiderio di missionaria passione. L’amore è altro. E’ nella psiche. Innamorata solo del suo destino.

Un cuore disegnato è una figura elementare, troppe volte esclusa dai manuali di geometria. E’ un’immagine entrata nel linguaggio universale. E’ il segno di ogni tempo, scavato sulla corteccia o riportato sul diario dello studente. E’ il simbolo di ogni amore, trafitto com’è da Cupido, sanguinante.

Anche le città hanno un cuore. Come gli uomini. E respirano, respirano quella stessa aria che producono.

L’organo vitale delle città è un cuore che batte al ritmo dei suoi semafori, delle sue metropolitane, delle sue aziende.

Ma il cuore che portano dentro di sé gli uomini vive di emozioni, di sogni, di slanci affettivi, di desideri. Vive di umanità.

Il cuore dell’uomo è il nucleo dei suoi sentimenti, ma anche dei suoi segreti. Il suo antagonista è la mente, che vuole dire razionalità. Mentre il cuore è tutta passione, impeto.

Eppure è spesso il cuore a condurre i passi, a decidere azioni da intraprendere, a imporre scelte. E inestricabili sono gli affari di cuore.

Ecco perché il cuore è la parte migliore dell’uomo. E’ quella che interviene lì dove c’è una richiesta di aiuto, dove c’è un’esigenza inappagata, dove c’è un desiderio di solidarietà.

Dove nasce un amore. E’ solo allora, infatti, che l’amore dell’uomo prende la forma del cuore. Eppure, nel grande travaglio dell’umanità, non bastano i singoli cuori degli uomini, per quanto grande essi siano. C’è bisogno del cuore delle città. E soprattutto è necessario che al cinismo della tecnologia faccia riscontro la poesia dell’arte.

Per questo gli artisti meglio di altri possono esprimere le ragioni del cuore e soprattutto farle intendere a tutti. In quel linguaggio universale che è appunto l’arte.

Open Heart
Enzo Battarra
From the catalog of the exhibition ``Where the heart comes``
As far as the heart can reach; here there is no more anxiety, no more doubts, nor certainties. If the heart has already got there, the funeral rites of fleshly sacrifice are no longer performed.
There is no love, not even where the heart reaches. There is solidarity, however, pietas, sometimes a desire for missionary passion. Love is something else. It is in the psyche – which is only in love with its own destiny.
A drawn heart is a simple picture, too often absent from geometry books. It is a picture found in universal language. It the sign of every time, cut into the bark of trees or sketched in schoolchildren’s exercise books. It is the symbol of every love, pierced as it is by Cupid’s arrow, bleeeding.
Even cities have hearts. Like men. And they breathe that same air which they produce.
The vital organ of a city is a heart which beats to the rhythm of its traffic lights, its underground trains, its businesses.
But the heart men carry within them lives on emotions, dreams, rushes of sentiment, desires. It lives on humanity.
The heart of man is the nucleus of his feelings, but also of his secrets. Its antagonist is the mind, which means rationality. While the heart is all passion, impetus.
Yeti t is often the heart which leads the way, decides what is to be done, what to choose. And the affairs of the heart are inextricable.
That is why the heart is the best part of man; it is the part which intervenes where there is a cry for help, where a desire goes unfulfilled, where there is a need for solidarity. Where a love is born. It is only then that man’s love takes the form of the heart.
And yet, however great they are, the single hearts of men are insufficient in the great labour of humanity. The heart of the cities is also necessary. And above all it is necessary that the poetry of art matches up to the cynicism of technology. This is why artists can express the heart’s reasons better than anyone else and above all enable everyone to understand them. In that universal language which is art.